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Moratti: roba da matti!

venerdì 30 maggio 2008

Era nell’aria, qualcuno se lo aspettava, altri invece no, eppure è successo: Mancio via arriva Mou Mou,"the special One" l'allenatore dal cappottino grigio che si ritiene il numero 1 al mondo. Ma perché? Ah sì per quell’undici marzo, quando disse: “a fine stagione me ne vado”. Ma poi lui smentì, Massimino pure, Oriali e il vice Mihajlovic anche, Zanetti e compagni altrettanto. Ma poi? Poi arrivò lo scudetto e, come da copione, il colpo di scena a cui Moratti spesso ci ha abituato. Non è mai successo che un allenatore venisse esonerato dopo aver vinto uno scudetto; anche questo è un record! Mancini adesso si ribella e forse qualcuno, come me, pensa che sia normale. Certo è stata una parentesi quella "manciniana" non proprio esaltante anche se il tecnico è riuscito a ricucire il tricolore sulla maglia nerazzurra. È anche vero che non è stato poi così complicato, visto l'andamento dei campionati e le note vicende (uno scudetto a tavolino, uno praticamente senza avversari e un altro vinto in extremis per grazia di San Zlatan).

Quell'undici marzo è costato caro a Mancini, l'Inter dopo quella notte incomincia un periodo nero, di crisi. Uno scudetto che sembrava vinto già a dicembre, compromesso a marzo e addirittura quasi perso a maggio. Poi arrivò Ibra e salvò tutti e, come sempre, tolse le castagne dal fuoco dando il via alla festa.
Adesso Mancini si lamenta, sbraita, minaccia tutto lo staff per via dell'abuso di "vicende false". Il petroliere si contiene, intanto chiama Mourinho, lo pagherà e continuerà a farlo anche con l'allenatore di Jesi (ben 24 mln di euro). Ne valeva la pena? A mio avviso no; forse quell'undici marzo costerà caro più a Moratti, e alla sua Inter, che al Mancio, chissà...


Pubblicato da Michele Greco alle 23:31 2 commenti    

Etichette: calcio, Serie A

La formazione "sorpresa" di questo campionato!

domenica 25 maggio 2008

L'idea era nell'aria già da tempo, volevamo selezionare un gruppo di giocatori che hanno sicuramente contraddistinto questo campionato. Sono tanti, purtroppo dobbiamo sceglierne solo undici e, ovviamente, non riusciremo a mettere d'accordo tutti. Il migliore dei portieri è stato a nostro avviso Frey della Fiorentina, decisivo più che mai negli incontri che contavano. In difesa avevamo un po' di dubbi ma alla fine abbiamo scelto Panucci come miglior terzino, lui che è l'anima della Roma insieme a Totti e de Rossi, poi Chiellini e Gamberini (entrambi fondamentali nelle rispettive squadre). Il centrale viola non è stato convocato per gli europei, scelta alquanto discutibile, visto che Donadoni gli ha preferito Barzagli (che ha disputato un campionato non a grandissimi livelli). Su Chiellini penso che non ci siano dubbi, ha avuto un rendimento sempre ad alti livelli. Poi come terzino di sinistra Vargas, gioiello del Catania, oggetto dei desideri di grande squadre. A centrocampo Maggio, anche lui fuori dalla lista dei ventitré di Donadoni, Hamsik, Inler e Montolivo. In attacco le sorprese, semmai ci fossero stati dei dubbi, Del Piero e Borriello, quaranta gol in due!
Abbiamo tralasciato Giovinco, Balotelli, Pato ed altri per magari proporli la prossima stagione.

Ovviamente si accettano commenti, critiche e soluzioni alternative per magari discutere sulla formazione-sorpresa dell'anno!

ECCO LA FORMAZIONE "SORPRESA" DI QUESTO CAMPIONATO PER NOI DI DIARIOCALCISTICO:

Pubblicato da Michele Greco alle 22:38 5 commenti    

Etichette: iniziative Diariocalcistico

A VINCERE NON E' CHE SONO SEMPRE I MIGLIORI...

venerdì 23 maggio 2008


Mi rifaccio ad una frase di una canzone,"L' Allenatore" di Gianni Morandi, per cercare di racchiudere nel migliore dei modi il mio pensiero dopo alcune assurdità lette, ascoltate e riascoltate. Perchè si sa: è molto meglio ascoltare da quale bocca sono uscite queste parole e non leggere dei trafiletti di carta stampata. Non si può dire che l' Inter è la squadra migliore del campionato perchè se non fosse stato per due tiri di Ibrahimovic contro il Parma( tra l'altro non irresistibili) oggi staremmo a rivedere Materazzi che piange con qualche nuova frase; non si può dire che Ibrahimovic è un grande cannoniere quando il 90% delle reti le ha realizzati su rigore; non si può dire che Mancini è un grande allenatore perchè un grande allenatore non gioca ogni partita con la difesa a 6 (maicon, burdisso, materazzi, maxwell e poi avanzati zanetti e chivu) con un altro mediano( cambiasso o vieira); non si può dire che gli uomini di Mancini esprimono un bel gioco perchè se analizziamo, i gol vengono tutti da calci piazzati o da rigori (giusti o inventati che siano). Tutto lasciato al caso...o meglio al caso sicuro: come quelle brave persone che nel Centenario hanno fatto in tutti i modi per far vincere lo Scudetto all' Inter. Non vorrei essere troppo cattivo ma il bel gioco è quello espresso dalla Roma quest' anno, dal Milan in tutti questi anni, dalla Juve negli anni precedenti, dalla Fiorentina con un eccellente Prandelli. Il verdetto del campionato dovrebbe essere letto in altro modo: la Roma ha perso lo Scudetto, non l' Inter che l'ha vinto. La vera forza dei campioni nerazzurri s'è notata in Champions: non hanno saputo finire una partita in 11 uomini (segno di mancanza di convinzione e carattere nel confrontarsi con squadre, sulla carta, di pari livello), non hanno saputo infilare un solo gol con il cannoniere Ibrahimovic in attacco e l'altro bomber Cruz. Questa è la vera lettura della stagione calcistica italiana, non quella che vogliono mettere in mostra i giornali italiani regalando un sorriso a Moratti dopo tantissimi anni di sberle e delusioni. Mi dispiace, ma anche quest' anno a vincere non sono stati i migliori...

Comunque l'unico complimento che posso fare a Mancini è che, nonostante tutto, ha fatto sorridere qualcuno vincendo quest'anno e che ha fatto trovare il coraggio a qualche tifoso/opinionista televisivo nerazzurro di presentarsi in tv nelle tramissioni calcistiche (vedi Ferri, Berti, Zenga prima che allenasse,etc), per il resto non mi resta che fare un augurio affinchè il prossimo anno si assisti ad un campionato più interessante non nella parte destra della classifica, ma ai vertici...

Pubblicato da Giuseppe Ricciardulli alle 01:06 5 commenti    

Etichette: calcio, Serie A

IL REDUCE DEL '99...MAI DOMO!

mercoledì 21 maggio 2008


Tutti lo davano per sicuro partente, soprattutto dopo l' acquisto di Flamini dall' Arsenal, sponda Bayern Monaco a far compagnia al proprio compagno di Nazionale Luca Toni. Ma di chi stiamo parlando? Andry Shevchenko? No, lui il problema del figlio l'ha risolto: anzi medita di tornare in Italia, forse ha trovato una scuola inglese anche a Milano. Quando si tratta di denaro, lucro e milioni di euro, il volto che compare ai tifosi dell'intero mondo del calcio non vuole avere i tratti somatici di Rino Gattuso! Su di lui in questi ultimi mesi ne hanno dette di tutti colori, ma un gladiatore al termine di una guerra non lascia i propri compagni in preda al panico scegliendo un' altra armata, non volta la faccia, non inventa scuse per sviare una situazione che non è proprio la più geniale per un calciatore che ha vinto tutto quello che c'era da vincere. La cosa che un uomo fa è quella di incontrare i propri dirigenti, farne il punto e parlare,non di milioni di euro, ma di motivazioni, valori, cuore e gambe che nei mesi a seguire devono girare al massimo, voglia di sentirsi ancora all'altezza di una grande squadra pronta a ripartire all' assalto della stagione che verrà. A chi gli chiede "Questione di soldi?" lui risponde " ne prendo anche troppi": i soldi non fanno vivere emozioni come quelle di vincere la Champions League e lo Scudetto, il Mondiale e via via gli altri trofei. Serie di sguardi: uno ai tifosi, uno allo staff, uno ai propri compagni diventati ormai vitali e si decide con un sorriso che riempie i cuori di soddisfazione. Il gladiatore fermo sul gradino strenuamente cerca di alzare la china e risponde: io ci sono! con voi per sempre...Amici come prima!

Che uomo, gesti che fanno bene al calcio e che danno uno bello schiaffo morale a tutti quelli che fanno dei soldi le proprie virtù! Applausi per Rino!

Pubblicato da Giuseppe Ricciardulli alle 01:01 5 commenti    

Etichette: calcio, calciomercato, Grandi Campioni, Serie A

Moratti: da muto a loquace!

martedì 20 maggio 2008

Come per magia è diventato spiritoso, sempre sulla battuta, prima detta, poi smentita, poi ridetta. È il nuovo volto del presidente interista Massimo Moratti, che da un paio di anni a questa parte è diventato un po’ "Moggiano", chiacchierone, quasi logorroico, lui che era sempre abituato a stare in silenzio, muto perché non aveva poi granché da dire. Ora parla e sparla, già ora è vincente, ora gode e può permettersi dichiarazioni pungenti, che vere o false che siano sono pur sempre dichiarazioni di un uomo pienamente trasformato. “A Roma ci mandiamo i ragazzini!” ha detto, beh vedremo se manterrà la promessa, come se avesse stravinto uno scudetto chissà con quanto distacco, eppure la Roma era lì, per 45 minuti era campione d’Italia, e chissà quante volte gli sarà passato in mente il 5 maggio, poi è entrato il “genio” (così lo chiamano da quelle parti) che ha risolto tutto, per l’ennesima volta. Forse se ci fosse stato nel periodo precedente sarebbe andata in maniera diversa. Il fatto è che la Roma senza Totti rimane pur sempre la Roma, l’Inter invece no, ha sempre bisogno del suo “genio”. “Abbiamo battuto l’Italia intera!” ma che significa? Che qualcuno gufava l’Inter? Forse la maggior parte dell’Italia gufava perché magari pensava che lo meritasse più la Roma, tutto qui. E poi il colpo di scena è sempre interessante, gli anni passati ci hanno abituato a questo. In silenzio per una settimana, poi dopo il boom, ed ecco a voi il loquace Moratti, si permette il lusso di fare il brioso, il divertente, lui che era abituato a stare zitto. Beh d’altronde nella vita si cambia, in meglio, in peggio, dipende dai meccanismi, dipende da quanta importanza acquisti, e l’importanza, il successo sono fattori primari di cambiamento. Alla fine contano gli episodi, a favore o contro che siano sono pur sempre episodi che cambiano il corso del campionato e, per quanto riguarda quest’anno, l’Inter è stata senza dubbio più fortunata. Ma questo non significa che non l’abbia meritato, nel calcio gli episodi contano, è bello anche per questo altrimenti, se tutto fosse perfetto, non ci sarebbe tutto questo prestigio. I toni invece devono essere ovviamente più pacati, perché è attorno al tono che ruota la sportività, non che Moratti non sia sportivo, però effettivamente da quando non sogna più bianconero la parola gli è tornata, più pungente che mai, ha acquistato un po’ di presuntuosità, forse avrà preso un po’ di consigli da Moggi e Giraudo, suoi grandi amici, tanto che volle fortemente l’ex dg juventino all’Inter, menomale che subito arrivò Calciopoli, menomale...

Pubblicato da Michele Greco alle 16:31 0 commenti    

Etichette: calcio, Serie A

Pinturicchio e Fantantonio: tutti e due insieme, appassionatamente

domenica 18 maggio 2008

Il campionato è agli sgoccioli e proprio per questo c'è un po' di tristezza. Eh sì, perché non potremo più gustarci le loro prodezze, la loro classe, il loro genio, la loro consacrazione. Ma forse un'altra occasione ci sarebbe: portarli entrambi all'europeo! Chi più di questi due merita l'europeo? Chi meglio di loro due potrebbe regalare all'Italia l'ennesima gioia? Ieri ci hanno illuminato ancora, il capitano juventino ha raggiunto quota 21 gol, "fantantonio" ha regalato ai suoi tifosi l'ennesima emozione (pur sbagliando un rigore). Non servirebbero altre parole per descrivere il loro momento di grazia, il loro benessere interiore, basta osservarli in campo quando giocano, quando per 90 minuti indossano le vesti dei supereroi, come nei cartoni, quando Holly sembrava Maradona e Benji Dino Zoff. Ma loro non sono un cartone, loro sono una realtà. È inutile dubitare ancora di uno dei due, all'europeo devono andarci entrambi, lo dimostrano chiaramente i numeri: 21 gol come nella stagione 97/98 per Pinturicchio, 10 per Fantantonio che ha fatto meglio solo nella stagione 2003/2004 quando, in 33 gare, segnò 14 gol. Ormai il tempo dei numeri è finito l'ultima parola spetta solo al ct Donadoni.
Certo, per quanto riguarda Cassano, un po' di rischi ci sarebbero per via del suo comportamento talvolta turbolento, ma questi sono discorsi affrettati.

Possiamo solo aspettare, ma intanto li immaginiamo già all'europeo tutti e due insieme, appassionatamente.


Pubblicato da Michele Greco alle 01:43 1 commenti    

Questo strano, stranissimo gioco del calcio.

lunedì 12 maggio 2008


Forse qualcuno se lo aspettava, la maggior parte sicuramente no. Doveva essere una festa, un qualcosa di straordinario, una riconferma della forza della squadra di Mancini, del suo strapotere. Perfino Spalletti aveva un po’ scaramanticamente gettato la spugna parlando di possibile avvicinamento in termini percentuali (1% Roma, 99% Inter) e invece...

Invece è successo che la “legge del pallone tondo” s’è riconfermata, ha dimostrato che la scienza esatta non è applicabile al calcio, niente è certezza quando si ha a che fare col mondo pallonaro.

Ma il calcio è ancora più bello perché è spesso legato alla concomitanza, alla coincidenza: nell’ultima giornata c’è Parma-Inter e Catania-Roma, quattro squadre per due obiettivi: scudetto e salvezza. Sarà una domenica al cardiopalmo, alcuni gioiranno altri no, chissà chi...

La Roma deve vincere e sperare, non sarà facile contro un Catania che avrà il pubblico come dodicesimo uomo in campo. L’Inter andrà a Parma con due obiettivi: vincere lo scudetto e mandare in B gli emiliani di Cuper. Sì prorio lui, Hector, l’uomo del cinque maggio, l’uomo della disfatta, è proprio questa la casualità, la coincidenza che sembra nascondersi sotto le magliette interiste! Il suo nome risuona nelle menti di tutti i tifosi, echeggia fastidiosamente anche nella testa di Moratti come un incubo che si ripete. Come andrà a finire? Lo sapremo tra circa una settimana... Non abbiate fretta!

Pubblicato da Michele Greco alle 16:30 1 commenti    

Etichette: Serie A

Ronaldo: chiaro esempio di uno scempio!

venerdì 9 maggio 2008

Ennesimo processo, ennesima spettacolarizzazione del nulla, dell'effimero, di ciò che non è notizia ma che, purtroppo, primeggia sulle pagine dei quotidiani cartacei, televisivi e on-line. "Ronaldo va con i trans", "è stato denunciato da un suo ex procuratore", "Ronaldo è stato lasciato dalla ragazza"; tutto fa brodo. Si sottolinea l'aspetto che ha poca rilevanza con il calcio e che è più legato all'orrido mondo del gossip. "Sport Mediaset" addirittura dedica mezze home page alle belle "muse" del pallone, mogli e fidanzate nude dei famosi calciatori. Il mondo del calcio sta subendo sempre più la spettacolarizzazione da parte del giornalismo moderno. Il calcio, per il regno dell'audience, sta diventano il bersaglio privilegiato, il prodotto d'alto pregio. Ma a chi può interessare che Ronaldo vada con dei trans? Ma che legame può avere questa notizia con gli appassionati che ogni giorno sfogliano le pagine dei quotidiani sportivi? Forse sarebbe più interessante conoscere magari i tempi di recupero del ginocchio, il suo stato di salute, se la sua carriera sia a rischio; questo interessa ai tifosi, no le baggianate!


Una carriera stupenda quella del fenomeno fatti di tocchi di classe, di gol, di vittorie ma, ahimè, anche di infortuni gravi, ultimo quello del 13 febbraio contro il Livorno. Una carriera a rischio, tristemente condizionata da quelle ginocchia gracili.


Si tenta di infangare la vita di una persona, che si ritrova a dover pagare caro il fatto di essere famosa. È questo l'obiettivo della televisione moderna, del giornalismo contemporaneo. Ma noi cerchiamo di dissentire da tutto ciò, vogliamo prendere le distanze da un'informazione che mira alla spettacolarizzazione della notizia, vogliamo denunciare questi meccanismi assurdi.


A me, e a tutti coloro che amano il calcio, Ronaldo piace ricordarlo così:



Pubblicato da Michele Greco alle 23:44 2 commenti    

Etichette: Grandi Campioni

ROSSO DI SERA...A MOSCA SI SPERA!

mercoledì 30 aprile 2008


Il Manchester United è qualificato alla finale di Champions League che si disputerà a Mosca il 21 maggio2008: è questo il verdetto che esce dall' Old Trafford, dopo lo scontro affascinante tra i Red Devils e il Barcellona. E chi meglio di lui poteva dare il pass per andare in Russia: il gladiatore Paul Scholes che, con un gesto balistico d'altri tempi (bolide imparabile da fuori area), prova a far gustare ai propri compagni il sapore che può dare una vittoria in Champions League. Lui ne sa qualcosa già, soprattutto dopo l'incredibile vittoria contro il Bayern Monaco nove anni fa, ultima finale del Manchester. Bel Manchester, altrettanto bello ma meno cinico il Barcellona. Ma si sa, la Champions è un affare tra diavoli, che solo loro sanno come giocare e vincere, a discapito di chi ci capita al cospetto. Un Manchester forse più operaio ma decisamente più concreto, è quello che si appresta a disputare una finale tutta inglese: infatti l'altra squadra uscirà dalla sfida tra Chelsea e Liverpool in programma questa sera. Il rammarico c'è,ed è tanto, per il Barcellona che non ha affatto demeritato ma peccano forse alcune scelte dubbiose del tecnico Rijkaard come Henry in panchina all'inizio, per poi subentrare a gara in corso, e mancanza di cinismo sotto porta. Tutto ciò ha permesso ai Red Devils di aprire le marcature inizialmente per poi chiudersi e giocare una partita "all' italiana". La semifinale dell' anno scorso contro il Milan forse hanno insegnato qualcosa a Sir Alex, visto che quest'anno s'è preoccupato, in diverse occasioni, prima di non prenderle e successivamente di darle.

Che ci sia sotto un patto tra diavoli...con il passaggio del testimone da un Diavolo ad un Devil?

Pubblicato da Giuseppe Ricciardulli alle 11:56 1 commenti    

L'uomo che ride...

martedì 29 aprile 2008

Oltre ad essere il titolo di un romanzo di Victor Hugo, “l’uomo che ride” è la frase che meglio si affianca all’immagine dell’attuale Roberto Mancini. L’uomo, l’allenatore, il personaggio che dopo anni di “anonimato calcistico” è riuscito a rispolverare il significato della parola “Inter”. Questa non è una provocazione, è una semplice e concisa constatazione, indiscutibilmente veritiera. Nessuno meglio di lui ha fatto “rinascere” l’Inter. Secondo, a mio avviso solo al grande Herrera, è l’uomo più “azzeccato” dell’era Morattiana., dopo anni di rivoluzioni panchinare, da Tardelli a Lippi, da Cuper a Lucescu senza dimenticare Gigi Simoni. Ora si dovrebbe vincere il 16° titolo (la matematica ci obbliga ad usare il condizionale) anche perché l’Inter è più forte, lo merita più della Roma, una Roma affogata nel mare della Champions, che, comunque, ha espresso un miglior gioco di squadra ma che, paradossalmente, è stata meno cinica nel chiudere le partite decisive. Mancini con il suo stile, tipicamente Copp’italiano, si trasforma, lentamente acquista quel briciolo di antipatia tipica dell’essere vincente. Ride, gode, assapora la vicina vittoria, come un gatto che da lontano annusa l’odore del pesce. Mancini, uno dei pochi allenatori che, quando c’è da parlare, parla e punge e fa bene. Grande da giocatore, altrettanto da allenatore; certo un po’ fortunato nell’avere una squadra di questi livelli, ma comunque bravo a creare una squadra, un gruppo, qualcosa di astratto e impensabile nelle precedenti annate; altro che Moggiopoli e maledizioni.

Roberto Mancini, l’uomo che vince e se ne va (lo farà, ne sono certo) come solo i grandi riescono a fare; pazienza per la Champions League, quelle sono altre storie, altre competizioni, altre gestioni, ora basta l’Inter, ora basti tu, caro Mancio. La vittoria non è ancora arrivata, ma chi potrebbe negartela?

Pubblicato da Michele Greco alle 10:14 3 commenti    

Etichette: calcio, Serie A

SUPERPIPPO...EUROPEO?

lunedì 28 aprile 2008

Dalla prima stagione in Serie A ad oggi ne sono passate di coppe e scudetti, ma la fame di Filippo Inzaghi, alias Superpippo, è sempre insaziabile. A 34 anni,quasi 35, è lui ancora il bomber più prolifico, sempre più in forma e sempre più in formato "cecchino d'area di rigore". Quarta giornata consecutiva con gol, 98˚ col Milan, quarta tripletta con la maglia rossonera. I numeri urlano ancora:SUPERPIPPO. Con questo ultimo mese a disposizione, si tende a dar spazio alle più svariate candidature, ma questa non penso sia così leggera come altre proponibili. Inzaghi è l'uomo del momento, capace di far risalire la voglia di vincere e di agguantare l'ultimo binario del treno Champions alla propria squadra che, senza musichetta speciale, non vivrebbe nel migliore dei modi.Lui lo sa, e cerca di trasmettere la propria adrenalina a tutti i propri compagni invitandoli a dare sempre il massimo. Quando si cita la parola "GOL" viene immediatamente un nome: Inzaghi. Lui, da bravo ragazzo e grande professionista, si limita a dire che se ci sarà bisogno sarebbe onorato di rappresentare la maglia azzurra quest' estate ma anche che, se non ce ne fosse il bisogno, tiferebbe gli azzurri come un vero tifoso. Mai vista tanta tensione trasformarsi in una tale rabbia agonistica da far venire i brividi. Una ferocia inaudita sottoporta, cinico come non mai anche se l'età gli gioca contro. Ma finchè ci stanno il cuore e il vizietto da gol, Inzaghi resterà al proprio posto e magari in qualche aereo diretto in Austria e Svizzera...I numeri ci sono e gli inviti a pensarci al ct Donadoni ci saranno sicuramente...

Perchè Inzaghi non è innamorato del gol, è il gol che si è innamorato dell' eterno Superpippo Inzaghi...

Pubblicato da Giuseppe Ricciardulli alle 11:19 1 commenti    

DOLCETTO O SCHERZETTO?

giovedì 24 aprile 2008

Carnevale è passato da qualche mese, dove si vedeva l' Inter uscire malamente (dopo i vari proclami inutili di impresa!) dalla Champions League e il suo giocatore di spessore, Zlatan Ibrahimovic, concedere al suo club un dolcetto tenendola a galla in campionato con le sue giocate e con i suoi gol. Pur avendo un tendine bucato, lo svedese ha sempre stretto i denti per dare una mano alla causa nerazzurra fino a quando, forse già premonitoriamente, lo stesso tendine ha consigliato all' attaccante nerazzurro di fermarsi ai box. E da qui cominciano i sussulti e i cattivi pensieri: prima Ibrahimovic decide di curarsi alla Pinetina poi, d' accordo con il club (ma chissà se anche d'accordo con Mancini) decide di volare in Svezia e curarsi dai suoi medici fidati in modo da disputare, in estate, l' Europeo. Fino a qui nulla di strano, il giocatore si cura e nel frattempo dichiara che tornerà solo al top della condizione. Ciò che fa nascere qualche dubbio è che, oltre a impegnarsi nelle cure, Zlatan tiene ad occupare il proprio tempo davanti a giornalisti ed interviste in televisione. Per dire cosa? Immaginiamo di udire un giuramento d' amore verso i colori nerazzurri, visto che appena arrivato aveva detto di essere sin da bambino un vero tifoso della sua attuale società...

E invece, come per incanto, dichiarazioni d'amore verso il calcio inglese e spagnolo! O meglio messaggi inviati, con discrezione, a Chelsea e Real Madrid. Che Ibrahimovic non sia quel giocatore attaccato alla maglia, per la quale si taglierebbe anche lo stipendio, era risaputo: basti pensare al trasferimento dalla Juventus all' Inter.
Tutti i tifosi nerazzurri sperano che questi siano solo attestati di stima e nulla più, ma lo scherzetto crea ombre e dubbi sul futuro dello stesso campione nerazzurro...
Sarà uno scherzetto, alla ricerca di nuovi stimoli e soprattutto maggiori entrate, oppure servirà un dolcetto al popolo nerazzuro rimanendo all' Inter?

Il beneficio del dubbio è lecito...

Pubblicato da Giuseppe Ricciardulli alle 11:49 0 commenti    

Etichette: calcio, calciomercato, Serie A

SANO FAIR-PLAY...

mercoledì 23 aprile 2008


Verrebbe da dire: clamoroso! Proprio così: perchè al giorno d'oggi il mondo del calcio è sempre più circondato da approfittatori e avvoltoi che, giocano in modo scorretto a tal punto da modificare un semplice contatto (addirittura quando questo non c'è!). In un mondo dove si combattono i simulatori che, pur fingendo un malore per il bene della propria squadra, non fanno bene di certo al mondo dello sport, dove tutto ciò si deve vivere con il giusto divertimento e con la giusta buonafede. Anche perchè è molto angosciante e deludente vedere partite che vengono capolvolte, soprattutto dal punto di vista del risultato, per degli episodi che non stanno nè in cielo nè in terra. Tuffatori, malori improvvisi negli ultimi 5 minuti per portare a casa il risultato, azioni da gol per la squadra avversaria e calciatori dell' altra che si accasciano a metà campo presi da chissà quale dolore insostenibile!Ma questo è sport? Questo significa giocare a calcio? Questo significa vincere le partite?E' questo l' esempio che diamo ai ragazzini che si affacciano per la prima volta al mondo del calcio?

Per fortuna, come nella maggior parte dei casi, esistono le eccezioni. La più piacevole, in ordine di tempo, si è vista nell' ultima giornata di Serie A, incontro Milan - Reggina. Tiro di Pirlo, deviato da Campagnolo in maniera evidente e quindi calcio d' angolo: l' arbitro valuta male e concede la rimessa dal fondo. Un altro giocatore, magari più furbo ma assolutamente meno onesto, avrebbe pensato ( visto che a Milano erano in palio comunque punti essenziali per la salvezza) di ringraziare e battere la rimessa dal fondo. Invece no, con grande sportività e collaborazione, Campagnolo (portiere della Reggina) va dall' arbitro e, consultandosi con quest'ultimo, ammette di aver deviato il tiro e quindi invita ad assegnare il calcio d'angolo.

Questi gesti fanno venire il sorriso e strappano un applauso, perchè vuol dire che qualcuno che crede nella giustizia e nell' onestà di un gioco,così passionale come quello del calcio, esiste ancora...

Questi sono esempi da seguire...chapeau Campagnolo!

Pubblicato da Giuseppe Ricciardulli alle 12:03 0 commenti    

Etichette: arbitri, calcio, Serie A

KAISER-TONI!

domenica 20 aprile 2008


Sempre più uomo-gol, sempre più uomo-simbolo bavarese: Luca Toni ha fatto ricredere anche i più scettici,se mai ce ne fossero, a discutere le sue qualità di bomber. A Monaco di Baviera lo osannano come un idolo, lui risponde a suon di gol: in effetti qual è la miglior risposta di un centravanti se non quella di realizzare ciò che sa far meglio? 37 gol ad oggi e già un trofeo messo in bacheca per il Bayern Monaco, che ancora lotta per la vittoria dello scudetto( praticamente si aspetta solo la matematica) e una possibilità di alzare anche la Coppa Uefa. Oltre ad assicurarsi, anche se la cosa non è stata molto difficile, la convocazione azzurra per l' Europeo, questo exploit di Luca Toni ha fatto venire qualche rimorso e qualche rimpianto alle diverse società italiane che non hanno avuto il coraggio di investire soltanto 11 mln di euro per aggiudicarselo la scorsa estate. Per esempio, al Milan avrebbe fatto molto comodo avere un uomo-gol come lui, visto che è proprio lì il vero problema: la mancanza di un bomber puro oltre al sempreverde Inzaghi. Avrebbe fatto molto comodo anche alla Roma, sempre più Totti-dipendente e alla ricerca continua di un bomber di razza. Ma anche alla Juve che, se avesse voluto ambire da subito allo Scudetto, con Toni avrebbe avuto sicuramente una marcia in più. Bè alla fine non è che poi questo ingaggio avrebbe scombussolato i bilanci delle varie società, in effetti il motivo per cui Toni è stato esportato e fatto degustare al pubblico tedesco così repentinamente ancora non è chiaro....

Sperando in un ritorno...nel Bel Paese!

Pubblicato da Giuseppe Ricciardulli alle 13:25 0 commenti    

Etichette: calcio, estero, euro 2008

L'alleanza tra nemici!

sabato 19 aprile 2008

Due loghi, due squadre, due cuori e tanto odio che li contraddistingue. Ma oggi? L'odio si potrebbe attenuare? Oggi alle sedici il Bari va in trasferta a Bologna, proprio quel Bologna che è a 2 punti da Lecce di Papadopulo. I salentini ospitano il Pisa al via del mare e, vincendo, potrebbero, Bari permettendo, acciuffare o addirittura superare (se il Bari fa il colpaccio) il Bologna 2° in classifica. Forse per la prima volta nella loro storia i leccesi oggi tiferanno Bari!

L'odio "calcistico" è insanabile ma forse oggi il bisogno di un posto in serie A potrebbe ridurlo, placarlo, forse per 90' farlo scomparire. Probabilmente questa potrebbe apparire un'analisi troppo affrettata, ma la sensazione sembrerebbe questa. Chissà se a Bari si respira lo stesso clima di "alleanza" pugliese; sicuramente gli interessi sono diversi, magari i tifosi accetterebbero una sconfitta piuttosto che un favore agli odiati salentini, o magari qualche tifoso moderato potrebbe pensare il contrario. Potrebbe pensare che una squadra pugliese nel massimo campionato è sempre una soddisfazione, o forse si potrebbe accettare una serie B eterna piuttosto che un favore alla tanto odiata Lecce. Chissà...

Pubblicato da Michele Greco alle 14:01 0 commenti    

Etichette: Serie B

Il mese dei "Vaffa": da Totti a Beppe Grillo!

giovedì 17 aprile 2008





Ufficialmente il V day sarà il 25 aprile ma con un pizzico di sarcasmo si potrebbe dire che il V day sia iniziato domenica e che a inaugurarlo sia stato Francesco Totti. Scherzi a parte, c'è da dire onestamente che quello del capitano giallorosso è stato un gesto poco corretto. Certo va bene la trance agonistica, il momento delicato della partita però a tutto, si sa, c'è un limite.
Ha ragione Mancini quando dice che a Cassano avrebbero dato 5 giornate, perché Cassano non è Totti e perché, si sa anche questo, Cassano fa sempre notizia. Purtroppo è sempre esistita la sudditanza psicologica non solo nei confronti delle grandi squadre ma anche dei grandi giocatori.

Gussoni ha biasimato l'arbitro Rizzoli che efettivamente ha compiuto un grosso errore. Trattati male dalle televisioni e dai moviolisti, tutti bravi con i replay e le diverse angolazioni, gli arbitri vengono tartassati anche dai propri dirigenti e dagli stessi giocatori. Naturalmente questo dipende dalla personalità del direttore di gara però tutti osserviamo cosa succede nelle domeniche calcistiche.

I vaffa di Grillo sono tutti mirati e giustificati, quelli di Totti onestamente no! La cosa strana è che si profilano provvedimenti disciplinari per il povero arbitro che, bisogna dirlo, è stato difeso dallo stesso Spalletti.

Una certa bizzarria in questa vicenda c'è. Voi che ne pensate?


Pubblicato da Michele Greco alle 11:11 1 commenti    

Etichette: arbitri, Serie A

MA NE VALE DAVVERO LA PENA?

mercoledì 16 aprile 2008


Due situazioni, due squadre coinvolte, ma il punto interrogativo è sempre lo stesso: chi serve davvero per rilanciare la squadra verso traguardi più prestigiosi? E' questa la domanda che maggiormente circola nei corridoi di Torino e Milano, sponda Juventus e Milan.
Si sa, quando arriva l'estate il desiderio più grande è quello di preparare il gran colpo, annebbiando magari la vista su obbiettivi meno proclamati ma forse più utili.

Caso Juventus: tutti danno per certo il colpo Amauri. Di sicuro un giocatore di indubbie qualità ma davvero serve uno come lui per fare il salto di qualità tanto aspettato? Di questo colpo potrebbero risentirne Trezeguet e Del Piero, ma soprattutto Iaquinta che già quest'anno fatica a stare sempre in silenzio e giocare quasi con il contagocce, mostrando grande professionalità. Nel fare la campagna acquisti al giorno d'oggi è molto complicato perchè bisogna trovare un punto di incontro tra il bilancio e il soddisfacimento dei tifosi oltre a quello dei calciatori stessi. Però forse oggi alla Juventus in primo luogo serve ben altro: ovvero rinforzare con giocatori affidabili e di qualità in reparti dove quest'anno si è sofferto molto come difesa e centrocampo.

Caso Milan: con l' acquisto di Ronaldinho in dirittura d'arrivo si fanno felici tifosi e dirigenti, forse meno qualche calciatore (vedi Seedorf). Ben vengano acquisti di qualità ma questo potrebbe essere un'arma a doppio taglio: perchè? Prima osservazione è che con Ronaldinho, il Milan tenderebbe ad investire meno per una prima punta di peso, magari puntando su qualche giocatore non di fama internazionale. Seconda osservazione è che i dirigenti rossoneri possano perdere di vista i veri problemi su cui mettere mano: un portiere di assoluto livello, riforzi in difesa soprattutto sulle fasce, oltre ad affiancare al centrocampo titolare pedine valide e non fantasmi come Gourcuff o Emerson.

Insomma, la qualità è sempre la benvenuta così come i campioni che la posseggono. Però si sa, alla qualità deve essere accompagnata la quantità altrimenti si rischia il tracollo sia economico ma soprattutto di risultati.

Un buon pasticcere crea prima la torta e poi pensa come addobbarla...magari con una ciliegina finale...

Pubblicato da Giuseppe Ricciardulli alle 12:35 0 commenti    

Etichette: calcio, calciomercato, Serie A

CONVOCATO...PER ORA DALLA PANINI!

mercoledì 9 aprile 2008


Siamo entrati nei mesi cruciali che precedono l' Europeo e ciò che sbizzarrisce gli Italiani, appassionati e non, è provare o idealizzare una propria rosa della Nazionale che sarà protagonista in Austria e Svizzera. Mille moduli, mille nomi che circolano in continuazione tra il pubblico: un nome su tutti Alex Del Piero. Al ct Donadoni, come ha ribadito più volte, fanno piacere questi continui confronti purchè siano costruttivi e non avventati. La messa a punto della rosa si fa sempre più vicina così come la data ultima delle convocazioni ufficiali. Una curiosa e decisa posizione è stata presa dalla Panini, azienda di Modena famosa per le figurine delle varie competizioni ed ora impegnata in quella di "Uefa Euro 2008": Alex Del Piero convocato!

Scelta chiarita e giustificata dagli stessi capi dell' azienda, i quali sostengono di stabilire una sorta di lista guardando alle presenze in Nazionale e al rendimento dei singoli calciatori nei rispettivi club. L' augurio degli stessi è che la lista coincida con quella di Donadoni, sia per motivi di pubblicità e di marchandising ma anche per vedere Pinturicchio all' opera quest'estate.

L' auspicio dei tifosi è quello di vedere Del Piero protagonista all' Europeo al posto di taluni che sinceramente non hanno fatto di più, anzi, per meritarsi il posto. Perchè dispiacerebbe molto vedere sulla poltrona di casa propria, un giocatore prima di tutto in condizione e, inoltre, che ha qualità balistiche e umane come Del Piero. Una scelta che non va effettuata per riconoscenza, ma soltanto perchè è un giocatore valido come quelli già presenti in rosa e sicuri del posto e quindi meritevole dello stesso. Stuzzicate varie al CT con la pubblicazione di questo album e chissà se alla fine le due liste coincideranno...

Pubblicato da Giuseppe Ricciardulli alle 10:55 4 commenti    

Etichette: euro 2008, nazionale

SPIDERMAN RETURNS

lunedì 7 aprile 2008


Tornato alla ribalta dalle poltrone della Rai, Walter Zenga ha sorpreso un pò tutti. Già, perchè questa è la sua prima esperienza da allenatore in Italia dopo le varie esperienze nel calcio estero e finora nessuna società aveva avuto il coraggio di affidargli la panchina per il suo carattere un pò esuberante che era proprio già da giocatore quando difendeva la porta dell' Inter. Tutto dimenticato, qualche sassolino dalla scarpa che emerge e che sta per essere tolto. Così Zenga si presenta al pubblico catanese e con un esordio esaltante ha rianimato gli stessi cuori dei tifosi nonchè dei calciatori stessi. Alla fine dei 90 minuti, i primi dell' Uomo Ragno Zenga, si nota sullo stesso volto del mister tanta emozione, sfociata in gioia e soddisfazione alla luce della prima vittoria meritata e convincente ottenuta sul Napoli.
Il Catania ora può vedere con un' altra chiave di lettura una possibile permanenza in Serie A, guardando ai prossimi incontri con maggiore serenità.
Merito di Zenga? E' lo stesso che ci tiene a precisare che il merito è tutto dei ragazzi, elogiandoli, e ringraziando la buona sorte. Beh, ad essere sinceri è presto trarre delle conclusioni, ma a fine campionato si potrà dire certamente di più dopo aver fatto le valutazioni necessarie.

E chissà...poter anche affermare che il Catania s'è salvato grazie a Zenga...o il contrario...
Non ci resta che fare un in bocca al lupo!

Pubblicato da Giuseppe Ricciardulli alle 11:03 2 commenti    

Etichette: calcio, Serie A

LA VALIGIA SUL LETTO E' QUELLA DI UN LUNGO VIAGGIO...

sabato 5 aprile 2008


La valigia è preparata e bella pronta per una nuova avventura. La destinazione è ancora tutta da decidere. E' questa l' atmosfera in casa Barcellona, protagonista Ronaldinho. Dopo aver appreso di dover star fermo 6 settimane per un problema all' adduttore, ora il Dinho internazionale potrà seguire con maggiore attenzione le voci di mercato che gli riguardano e magari intensificare gli incontri per decidere la sua migliore destinazione. Ecco il problema principale: dove vuole andare Ronaldinho? E soprattutto, a chi serve maggiormente tra le pretendenti?


Messo in preventivo che il brasiliano parte, tra i vari contatti e le varie cene formato incontri, emerge la posizione(già da tempo proclamata) predominante del Milan, il quale presidente ha molta voglia di costituire un tridente verdeoro tutto classe e fantasia (Kakà, Pato, Ronaldinho).

In una posizione più distaccata c'è l'Inter pigliatutto che, nell' anno del Centenario, vorrebbe mettere a segno il gran colpo e Ronaldinho farebbe comodo alla causa. Anche se potrebbe minare l' "armonia" già esistente nello spogliatoio soprattutto se rimane Mancini nel ruolo di allenatore.

Oltre alle milanesi, si fa avanti anche una certa Juventus capitanata da Buffon: ma in questo caso sarebbe un valore aggiunto il verde-oro. E' un'idea che stuzzica molto i tifosi ma tutto dipende dalla posizione finale raggiunta in Campionato.

Le piste estere invece portano come al solito al Chelsea, pista che comunque sembra molto raffreddata e al Manchester City, pista molto caldeggiata da Eriksson.

Tra conferme e smentite non ci resta che seguire il caso...

Pubblicato da Giuseppe Ricciardulli alle 14:34 2 commenti    

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